Conferenza Stato-Regioni: via libera al Marchio biologico italiano

La Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto l’intesa ai sensi dell’articolo 6, comma 3, della legge 9 marzo 2022, n. 23, sullo schema di decreto del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, concernente le condizioni e le modalità di attribuzione del marchio biologico italiano.

Il provvedimento tiene conto dei risultati di un confronto con il settore  ed è anche oggetto di una notifica TRIS (Technical Regulations Information System), ai sensi della direttiva Ue 2015/1535, così da consentire eventuali osservazioni da parte della Commissione europea prima della sua adozione definitiva.

Nel corso della seduta, le Regioni hanno chiesto al MASAF la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato al monitoraggio dell’utilizzo del marchio e la messa in atto di iniziative di divulgazione, con particolare attenzione ai mercati target come quelli del Nord Europa.

Il marchio, volontario, lanciato con il Piano d’azione nazionale per la produzione biologica 2024–2026, va ad aggiungersi all’ormai noto logo biologico dell’Unione europea, e può essere richiesto dagli operatori biologici certificati con sede legale e produttiva nel territorio dell’Unione europea. Suo scopo è quello di rafforzare la riconoscibilità e la competitività dei prodotti biologici italiani.

In un suo commento, il sottosegretario al MASAF con delega per il biologico, Luigi D’Eramo, ha sottolineato l’importanza dell’intesa, dichiarando che “Il via libera della Conferenza Stato-Regioni è un ulteriore passo verso una misura che renderà riconoscibili le nostre eccellenze, offrendo un’ulteriore garanzia ai cittadini sull’origine della materia prima e sugli alti standard di qualità e sicurezza dei prodotti biologici italiani”.

Fonte: Conferenza Stato-Regioni/MASAF