IFOAM Organics Europe, insieme alle organizzazioni di agricoltori, ONG ambientaliste e attori della società civile, ha pubblicato una dichiarazione congiunta che mette in guardia contro l’uso fuorviante dell’agricoltura “rigenerativa” nel branding aziendale e nelle iniziative politiche dell’Ue. I firmatari avvertono che le affermazioni sull’agricoltura rigenerativa rischiano di distogliere l’attenzione politica, le risorse pubbliche e il riconoscimento del mercato da soluzioni per il sistema alimentare realmente trasformative e responsabili dal punto di vista pubblico, già in fase di attuazione in tutta Europa.
La dichiarazione avverte che “ciò che viene definito ‘rigenerativo’ può includere pratiche altamente degenerative mascherate da poche misure cosmetiche”. I firmatari sottolineano inoltre che milioni di agricoltori e operatori territoriali del settore alimentare stanno già costruendo sistemi alimentari resilienti, radicati nei principi agroecologici e biologici, che offrono concreti benefici ambientali e sociali attraverso approcci credibili, trasparenti e responsabili.
“L’agricoltura biologica da decenni si attiene a principi ormai ampiamente associati anche alla rigenerazione dei nostri suoli e dell’agroecosistema, attraverso un quadro olistico, legalmente definito e pubblicamente verificato. La preoccupazione riguarda le narrazioni indefinite che permettono di commercializzare come sostenibili modelli ad alta intensità di input, continua dipendenza da pesticidi e fertilizzanti sintetici o pratiche ambientali inadeguate, anziché focus sugli agricoltori che stanno realmente migliorando la salute del suolo, la biodiversità e la resilienza. Tali narrazioni rischiano di minare sia gli sforzi degli agricoltori sia la fiducia dei consumatori”, ha affermato Jan Plagge, Presidente di IFOAM Organics Europe.
La dichiarazione congiunta sottolinea inoltre che “nei documenti e nei dibattiti politici dell’Ue, un concetto vago di agricoltura ‘rigenerativa’ viene sempre più utilizzato per distogliere l’attenzione e le risorse politiche da soluzioni realmente trasformative. Il punto non è se gli agricoltori usino o meno il termine ‘rigenerativo’, ma se le politiche e i mercati dell’Ue premino una trasformazione reale o affermazioni vaghe. Il sostegno pubblico, la rendicontazione della sostenibilità e le strategie di approvvigionamento aziendale devono basarsi su criteri chiari, responsabilità pubblica e benefici verificabili per gli ecosistemi. I sistemi biologici e agroecologici offrono già percorsi credibili per questa transizione; non dovrebbero essere indeboliti da concetti indefiniti che consentono di rinominare le pratiche consolidate come sostenibili”, ha dichiarato Eduardo Cuoco, direttore di IFOAM Organics Europe.
I firmatari invitano i responsabili politici e gli operatori di mercato dell’Ue a sostenere percorsi di transizione coerenti, rafforzando al contempo gli standard ambientali e la fiducia dei consumatori. “L’Europa deve garantire che i fatti contino più delle parole e che le transizioni future rimangano credibili, trasparenti, fondate sull’interesse pubblico e ancorate ad approcci verificabili e governati pubblicamente”, conclude la dichiarazione.
Fonte: IFOAM OE