La strada della Toscana verso il biologico segna un altro passo significativo grazie al riconoscimento, da parte della Regione, del Distretto biologico del territorio fiorentino presentato a Firenze. L’accordo sarà ora trasmesso al Ministero dell’agricoltura per ottenere il riconoscimento formale. E’ il risultato di un percorso di facilitazione sostenuto da Fondazione CR Firenze, che ha messo insieme le aziende dei Comuni di Firenze, Signa, Lastra a Signa e Scandicci con il coordinamento della Rete Semi Rurali e delle pubbliche amministrazioni.
I distretti biologici rappresentano i il 42% della superficie agricola utilizzata coltivata con metodo biologico, in Toscana sono 13 in totale quelli riconosciuti ed interessano 76 comuni, di cui 59 ricadenti nella cosiddetta ‘Toscana diffusa’ e 5214 aziende agricole. Con l’approvazione della legge regionale 51 del 2019, la Toscana è stata tra le prime Regioni in Italia a dare un segnale forte di attenzione verso la sostenibilità. A maggio si terrà il prossimo tavolo regionale dei distretti biologici. La legge regionale impone un vincolo: affinché il distretto nasca, almeno un terzo dei Comuni del territorio interessato deve aderire all’accordo; la norma obbliga le amministrazioni comunali a impegnarsi formalmente per adottare politiche attive mirate alla tutela dell’uso del suolo, alla riduzione della produzione di rifiuti, alla difesa dell’ambiente, alla promozione delle produzioni biologiche e allo sviluppo dell’agrobiodiversità.
“L’agricoltura biologica – ha detto il sindaco di Lastra a Signa, Emanuele Caporaso – è una sfida impegnativa ma necessaria, e oggi più che mai abbiamo bisogno di rilanciarla con convinzione. In questi anni siamo riusciti a costruire una rete di agricoltori che hanno creduto in questo modello, ma adesso serve fare un salto di qualità. Il distretto può e deve diventare uno strumento per promuovere una cultura del cibo che aiuti a distinguere il valore del biologico rispetto alla produzione convenzionale, rendendo evidente l’impatto positivo che ha sull’ambiente, sulla salute e sulla dignità di chi lavora la terra. Inoltre, sono convinto che, grazie alla creazione del distretto, le aziende che ne faranno parte avranno una maggior capacità di attrarre finanziamenti europei ”.
Fonte: PianaNotizie