Nasce “Terra Comune”, movimento per la democrazia agroalimentare: ci sono l’agricoltura biologica e biodinamica

Il 17 gennaio scorso è nato Terra Comune, movimento per la democrazia agroalimentare. L’incontro costitutivo si è tenuto a Roma, alla sede di Libera, con la presenza di don Luigi Ciotti e con oltre cento organizzazioni intervenute.

L’alleanza raccoglie l’adesione di oltre un centinaio di organizzazioni e associazioni nazionali e regionali, insieme ad agricoltori intervenuti personalmente. «Inizia un percorso che confidiamo possa, con efficacia, costituire un antidoto alle speculazioni, alla normalizzazione e allo svuotamento della bioagricoltura» hanno detto i promotori. L’incontro è stato presieduto da Federica Ferrario di Terra! e da Carlo Triaricodell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica.
«Partiamo da un lavoro intenso di ascolto e dal lancio di prospettive e proposte operative, tappe che segnano questo primo passo fondativo verso un impegno convinto e strutturato per azioni importanti in tutto il paese e in Europa» hanno aggiunto i promotori.
«Ci conforta constatare che oltre cento sigle hanno partecipato alla nascita di Terra Comune, movimento italiano per la democrazia agroalimentare – ha commentato Carlo Triarico – Uniamo i mondi della produzione, del terzo settore, delle rappresentanze sociali, della ricerca, dei territori, insieme per nuovi modelli sociali e agroalimentari. Per noi rappresentanti del mondo agricolo, l’indicazione di metodi sostenibili, come il biologico e biodinamico, è fonte di speranza e auspichiamo l’adesione di tante realtà di buona volontà».

«La terra è una creatura viva, oggi violentata senza pietà – ha detto Don Ciotti nel suo discorso – La speranza è un dolore che non si arrende e noi non dobbiamo arrenderci. Partiamo da difficoltà, problemi, fatiche, per fare uno scatto in più insieme, tutti, per unire le nostre forze, oggi imperativo etico e obbligo morale. Abbiamo bisogno di energie e di legami per riuscire a graffiare la realtà, per chiedere conto alla politica e perché si possa voltare pagina».

Fonte: Terra Nuova