La strategia “Dal produttore al consumatore” dell’Unione europea si pone un obiettivo ambizioso: entro il 2030, almeno il 25% dei terreni agricoli dovrebbe essere coltivato biologicamente. Tuttavia, i risultati indicano che questo obiettivo non può essere raggiunto senza cambiamenti strutturali nelle politiche, nonché un più forte allineamento della filiera e un maggiore coinvolgimento e rafforzamento delle capacità dei consumatori.
Per affrontare queste sfide, il progetto Horizon Europe “OrganicTargets4EU” ha sviluppato quattro scenari che delineano percorsi alternativi per raggiungere l’obiettivo del 2030 per l’agricoltura biologica. Creati in collaborazione con le parti interessate, gli scenari esplorano approcci sia basati sull’offerta che sulla domanda:
- Due scenari “Push” (basati sull’offerta): Politiche pubbliche verdi e Percorsi divergenti per il settore biologico
- Due scenari “Pull” (basati sulla domanda): Biologico su ogni tavola e Potere biologico alla gente
Tutti e quattro gli scenari sono stati progettati attorno a una domanda centrale: “Come si può raggiungere l’obiettivo F2F entro il 2030, considerando che continuare con un approccio “business as usual” non porterà al successo?”. Ciascuno scenario descrive traiettorie distinte plasmate da dinamiche politiche, di mercato e sociali.
Collaborazione, coerenza politica e integrazione del biologico nelle transizioni verso la sostenibilità
Integrare le pratiche biologiche nelle strategie di sostenibilità, supportate da una governance inclusiva, mercati trasparenti e scambio di conoscenze, è fondamentale per affrontare le sfide ambientali, economiche e sociali che l’agricoltura europea si trova ad affrontare.
In tutti gli scenari previsti, quattro condizioni emergono come fondamentali:
- Coerenza politica e integrità normativa a livello Ue.
- Coinvolgimento attivo degli attori della filiera, in particolare della grande distribuzione e delle reti di PMI.
- Ruolo fondamentale dei Sistemi di Conoscenza e Innovazione Agricola (AKIS) nel promuovere una transizione sociale verso sistemi alimentari e agricoli biologici.
- Creazione di fiducia e sviluppo delle capacità all’interno della società civile e delle organizzazioni non governative.
Garantire un ruolo fondamentale dell’acquacoltura biologica nel futuro sistema alimentare
L’acquacoltura biologica offre evidenti vantaggi ambientali ed economici. Eliminando le sostanze chimiche di sintesi e applicando una gestione basata sugli ecosistemi, riduce l’inquinamento delle acque, minimizza la distruzione degli habitat e migliora la biodiversità. Molte aziende agricole utilizzano l’acquacoltura multitrofica integrata (IMTA), co-coltivando pesci, molluschi e alghe per ottimizzare il riciclo dei nutrienti e ridurre gli sprechi.
Oltre alla sostenibilità, l’acquacoltura biologica apre opportunità di mercato di alto livello e rafforza le economie rurali creando posti di lavoro, in particolare nelle regioni costiere e remote. Nonostante i costi di certificazione più elevati, i produttori stanno adottando sempre più pratiche biologiche.
Quadri normativi, sistemi di conoscenza orientati all’innovazione, coinvolgimento dei consumatori, equità e modelli di business economicamente sostenibili come motori dell’acquacoltura biologica
Lo sviluppo dell’acquacoltura biologica richiede:
- Un’azione coordinata da parte delle istituzioni dell’Ue e degli Stati membri per perfezionare le normative esistenti, eliminando inutili barriere amministrative e mantenendo rigorosi standard di sostenibilità.
- La collaborazione tra ricercatori, attori del settore e servizi di divulgazione, un’azione essenziale per sviluppare soluzioni per la gestione di mangimi, novellame e salute coerenti con i principi del biologico.
- Sforzi volti al coinvolgimento dei consumatori per promuovere una domanda stabile attraverso l’educazione, la trasparenza e la creazione di fiducia.
- Impegno per l’equità. I suoi benefici dovrebbero estendersi oltre i grandi produttori e i consumatori benestanti, includendo i piccoli agricoltori, le comunità costiere e la società in generale.
L’acquacoltura biologica europea può raggiungere una crescita sostenibile affrontando sfide fondamentali come l’innovazione di sementi e mangimi, l’accesso al mercato e politiche di sostegno. La ricerca futura deve sostenere la transizione con progressi nelle tecniche di incubazione, nella gestione sanitaria e nelle strategie di vaccinazione allineate agli standard biologici e in sistemi resilienti al clima come l’acquacoltura multitrofica integrata. Allo stesso tempo, sono necessari studi socioeconomici, inclusi studi di scenario aggiornati, per comprendere il comportamento dei consumatori, creare incentivi efficaci per i produttori e valutare i benefici più ampi per le comunità rurali e la pesca selvatica.
Contatti: Raffaele Zanoli, professore presso l’Università Politecnica delle Marche, Italia zanoli@agrecon.univpm.it
Fonte: OPTA Europe